3. Integrazione e Controllo

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3. Integrazione e Controllo by Mind Map: 3. Integrazione e Controllo

1. Componenti organizzazione del movimento

1.1. 1. Midollo Spinale

1.1.1. movimenti rilfessi

1.2. 2. Tronco Encefalico

1.2.1. zone di passaggio e modulazione

1.3. 3. Corteccia Telencefalica

1.3.1. divisa in zone motorie con compiti ben precisi

1.4. Contengono mappe somatotropiche

1.4.1. organizzazione gerarchica molto rigida

1.5. ricevo afferenze e efferenze costanti

1.5.1. possibilità di correzione movimento in ogni istante

1.5.1.1. controllo del movimento

1.5.1.1.1. cervelletto e gangli della base

1.5.1.2. raccordo tra sistema sensoriale e sistema motorio

1.5.1.2.1. talamo

1.6. Livelli Funzionali

1.6.1. Livello Spinale

1.6.1.1. movimenti riflessi, mantengono postura, automatismi (deambulazione

1.6.1.2. riflessi vegetativi

1.6.2. Livello Sottocorticale

1.6.2.1. attività subconsce

1.6.2.1.1. respirazione, pressione, equilibrio, alcuni stati emozionali

1.6.3. livello corticale

1.6.3.1. funzioni superiori

1.6.3.2. aree motorie corteccia controllano direttamente o indirettamente vie sottostanti

1.6.4. Per compiere movimento

1.6.4.1. sistemi sensoriali e motori devono entrare in comunicazione

1.6.4.1.1. sensibilità visiva molto importante

1.6.4.1.2. afferenze dai sistemi sensoriali trasferiscono informazioni ai sistemi motori

2. Organizzazione Sistema Nervoso

2.1. Sistema Nervoso Periferico

2.1.1. Afferente

2.1.1.1. Sisetma Nervoso Somatico

2.1.1.1.1. sensibilità somatica

2.1.1.2. Organi di Senso Speciale

2.1.1.3. Sensibilità Viscerale

2.1.2. Efferente

2.1.2.1. Somatico

2.1.2.1.1. muscolo scheletrico

2.1.2.2. Autonomo

2.1.2.2.1. Simpatico/Parasimaptico

2.2. Sistema Nervoso Centrale

2.2.1. encefalo e nidollo spinale

2.3. Istologia

2.3.1. Cellule della Glia

2.3.1.1. Cellule Ependimali

2.3.1.1.1. barriere

2.3.1.2. Astrociti

2.3.1.2.1. Barriera ematoencefalica

2.3.1.2.2. supporto per neuroni

2.3.1.2.3. captano K+ e neurotrasmettitore

2.3.1.2.4. secernono fattori neurotrofici

2.3.1.3. Oligodendrociti

2.3.1.3.1. guaina mielinica

2.3.1.4. Cellule Microglia

2.3.1.4.1. cellule di difesa

2.3.1.5. Cellule di Scwan (SNP)

2.3.1.5.1. guaina mielinica

2.3.1.5.2. secernono fattore Neurotrofico (es NGF)

2.3.1.6. Cellule Satelliti (SNP)

2.3.1.6.1. supporto

2.3.2. Neuroni

2.3.2.1. Afferenti

2.3.2.1.1. Pseudounipolare o a T

2.3.2.1.2. Bipolare (olfattivo)

2.3.2.2. Interneuroni

2.3.2.2.1. Anassonico

2.3.2.2.2. Multipolare

2.3.2.3. Efferenti

2.3.2.3.1. Multipolare

2.3.3. Circuiti Nervosi

2.3.3.1. Divergente

2.3.3.2. Inversione del segnale

2.3.3.2.1. es collaterale del neurone inibisce un neurone altra collaterale eccita altro neurone eccita

2.3.3.3. Convergente

2.3.3.3.1. a livello delle conra grigie dorsali che riceve varie afferenze

2.3.3.4. Riverbero del segnale

2.3.3.4.1. es collaterale del neurone riporta info al neurone di partenza

2.3.4. Tipologia Neuroni

2.3.4.1. più grandi e mielinizzati sono i neuroni e più veloce conduce

2.3.4.2. I (A alfa)

2.3.4.2.1. 80/120m/s

2.3.4.3. II (A beta)

2.3.4.3.1. 30/70 m/s

2.3.4.4. III (A delta)

2.3.4.4.1. 6/30 m/s

2.3.4.5. IV (C)

2.3.4.5.1. 0,5/2 m/s

2.3.4.5.2. es nocicettive

3. Sensibilità Somatica

3.1. Rileva sede e natura di tutti gli stimoli che raggiungono il corpo

3.1.1. sia Esterocettiva (esterno del corpo)

3.1.2. sia Propriocettiva (interno del corpo)

3.2. recettori specifici: Neurone a T nei Gangli della Radice Dorsale

3.2.1. soma nei gangli spinali e nei gangli sensoriali dei nervi cranici

3.2.2. Assone: una parte nel midollo una parte (branca periferica) termina specializzandosi nella funzione recettoriale

3.3. Campo Ricettivo

3.3.1. Campo di sensibilità dei sensori

3.3.1.1. recettore risponde solo a stimoli nel suo campo su aree più grandi altri recettori coinvolti

3.3.2. può essere più o meno ampio in base alle necessità

3.3.3. Neuroni ordine superiore hanno un campo più ampio causa Convergenza

3.3.3.1. in base all'area possiamo discriminare due stimoli ravvicinati

3.3.3.1.1. Densità Recettoriale periferica

3.3.3.1.2. resa efficiente da INIBIZIONE LATERALE

3.4. Vie di trasmissione della sensibilità somestetica in corteccia

3.4.1. Colonne Dorsali - lemnisco mediale

3.4.1.1. Tattile,somatico, pressoria e cinestetica

3.4.1.1.1. Corpuscolo Pacini e Propriocettori

3.4.1.1.2. Fibre gruppo II

3.4.1.2. Neurone a T arriva al midollo

3.4.1.2.1. si formano Fasci bianchi si dispongono posteriormente e risalgono al bulbo

3.4.2. Spino Talamico laterale

3.4.2.1. Nocicettivo e Termica

3.4.2.2. Neurone a T arriva al midollo

3.4.2.2.1. Sinapsi subito nel midollo e decussa subito

3.4.2.3. Fibre Gruppo III e IV

3.5. Aree Corticali Somatiche

3.5.1. Area Parietali dietro scissura Rolando

3.5.1.1. vi è una corteccia Primaria + Associative

3.5.1.1.1. Mappa somatotopica

3.5.1.2. corteccia a 6 strati - il 4 è più sviluppato

3.6. NOCICEZIONE

3.6.1. evento emozianale spiacevole spesso dovuto a danno tissutale

3.6.1.1. Dolore Fisiologico per stimoli nocivi

3.6.1.1.1. dovuto ad attivazione di sottoclasse di recettori periferici: nocicettori

3.6.1.2. Dolore Clinico per danni al tessuto anche SN già instaurate

3.6.2. Tipi di Dolore

3.6.2.1. Dolore Pungente

3.6.2.1.1. Fibre II e Fibre III

3.6.2.1.2. compare e scompare velocemente ben localizzato

3.6.2.2. Dolore Urente

3.6.2.2.1. Fibre C

3.6.2.2.2. Diffuso e persistente, pulsante e persitente

3.6.2.3. Dolore riferito

3.6.2.3.1. Origine Viscerale

3.6.2.3.2. in base ai dermatomeri viene riferito

3.6.3. Fasi Dolore Fisiologico

3.6.3.1. Infiammazione

3.6.3.1.1. stimolazione nociva prolungata

3.6.3.2. Sensibilizzazione

3.6.3.2.1. incremento eccitabilità neuronale

3.6.3.3. Iperalgesia

3.6.3.3.1. aumentata risposta percettiva a stimoli nocivi

3.6.4. Nocicettori: Terminazioni perfieriche nueroni I ordine (cellule T)

3.6.4.1. Soma nel ganglio delle radici del midollo spinale

3.6.4.2. Fibre amieliniche tipo C cutanee (IV profonde)

3.6.4.2.1. 5 m/s

3.6.4.2.2. dolore lento urente

3.6.4.3. Fibre amieliniche A delta cutanee o gruppo III profonde

3.6.4.3.1. 30 m/s

3.6.4.3.2. dolore rapido puntorio

3.6.4.4. Nocicettori Termici o meccanici

3.6.4.4.1. da fibre A delta III profonde rispondono a stimoli di dolore pungente

3.6.4.5. Nocicettori Polimodali

3.6.4.5.1. tipo C cutanee IV profonde

3.6.4.5.2. rispondono a stimoli meccanici e chimici ad alta intensità

3.6.4.5.3. può capitare di avere risposta allo stimolo prima di sentire dolore

3.6.5. In un tessuto Leso viene Secrete sostanze che stimolano il recettore

3.6.5.1. Impulso dolorifico va verso SNC

3.6.5.1.1. Collaterali assoniche tornano alla periferia

3.6.6. Sistema Analgesico Endogeno

3.6.6.1. stimolo dolorifico

3.6.6.1.1. Fibra C si attiva e porta stimoli al secondo neurone (rilascio sostanza P)

3.6.6.1.2. Applicazione contemporanea Stimolo Meccanico

3.6.6.2. Enchefaline: Peptidi Oppioidi

3.6.6.2.1. secrete dall'interneurone inibitorio

3.6.6.2.2. presenti nel midollo spinale e dove ci sono sinapsi dolorifiche

3.6.7. Dolore Riferito

3.6.7.1. Proviene dai Visceri ,a percepito sulla cute circostante

3.6.7.1.1. questo perchè fanno sinapsi convergente nel midollo

3.6.8. Sensazione Termica

3.6.8.1. Recettore Freddo (5-40 °)

3.6.8.2. Recettore Caldo (30 -50 °)

3.6.8.3. oltre le soglie dei recettori sentiamo dolore

3.6.8.4. Recettori arrivano a Ipotalamo

3.6.8.4.1. centro controllo temperatura

3.7. Propriocezione

3.7.1. Fornisce infomazioni sullo stato dei muscoli e articolazioni

3.7.1.1. fornisce info su velocità, forza, direzione e accelerazioni

3.7.1.2. non raggiunge livello cosciente

3.7.2. Fusi Neuromuscolari

3.7.2.1. in parallelo alle fibre muscolari (extrafusali)

3.7.2.2. costitutite da una decine di fibre: Fibre intrafusali

3.7.2.2.1. Regione equatoriale contenenti i Nuclei (zona senza filamenti)

3.7.2.2.2. Regioni Polari (contengono Filamenti)

3.7.2.3. Info su variazioni lunghezza e velocità variazione

3.7.2.3.1. meccanocettori tramite canali ionici ancorati al citoscheletro

3.7.2.4. Tipologie

3.7.2.4.1. A catena Nucleare

3.7.2.4.2. a Borsa Nucleare

3.7.2.5. innervazione sensoriale

3.7.2.5.1. sensoriale

3.7.2.5.2. Motoria

3.7.2.6. Quando il fuso si allunga si aprono i canali ionici, entra Na+ e Ca2+

3.7.2.6.1. in base ai canali aperti avremo potenziali che danno il grado di allungamento

3.7.2.7. Stiramento

3.7.2.7.1. Zona equatoriale si allunga e invia segnali al midollo

3.7.2.8. Contrazione

3.7.2.8.1. Alfa motoneuroni provocano contrazione

3.7.2.8.2. Coattivazione Alfa - Gamma

3.7.3. Organo Tendineo del Golgi

3.7.3.1. Fibre nervose sensoriali primarie senza guaina

3.7.3.1.1. Tipo Ib

3.7.3.1.2. si sfioccano tra i fasci tendinei

3.7.3.2. risponde all'allungamento del tendine (avvengono quando il muscolo si contrae)

3.7.3.2.1. indice della tensione muscolare

3.7.3.3. Non hanno innervazione Motoria

3.7.4. Recettori Vestibolari

3.7.4.1. Equilibrio statico

3.7.4.1.1. Macula: organo recettoriale

3.7.4.1.2. Quando pieghiamo la testa

3.7.4.2. Equilibrio dinamico

3.7.4.2.1. Canali Semicircolari

3.7.4.2.2. spostamenti angolari, rotazioni del capo

3.7.5. Corpuscoli Pacini

3.7.5.1. recettori cutanei profondi

3.7.6. Corpuscoli Ruffini

3.7.6.1. recettori cutanei nelle capsule articolari

3.7.6.1.1. senszioni di pressione e tatto prolungato intenso

4. Sistema Nervoso Sensoriale

4.1. sistemi sensoriali sono specifici

4.1.1. specifici per l'energia cui sono sottoposti

4.1.1.1. somatosensoriali: stimoli dalla superficie corporea, dai tessuti profondi e dai visceri

4.1.1.1.1. tatto, cinestesia, temperatura, dolore

4.1.1.2. visivi

4.1.1.3. uditivo

4.1.1.4. vestibolare

4.1.1.5. sensi chimici

4.2. Enterocettivi

4.2.1. pressione sanguigna, glicemia

4.3. Esterocettivi

4.3.1. visivo, uditivo, cutaneo, sensi chimici

4.4. Propriocettivi

4.4.1. fusi neuromuscolari e organi tendinei del Golgi

4.5. 1. Stimolo 2.Traduzione 3.Risposta

4.6. SNC Decodifica 4 caratteristiche dello stimolo

4.6.1. Modalità o qualità dello stimolo (tipologia)

4.6.2. Intensità o quantità (esiste una soglia di percezione)

4.6.2.1. soglia può variare in seguito a stimolazioni

4.6.3. Durata, non cambia la soglia, ma la risposta del SNC

4.6.3.1. uno stimolo persistente provocherà accomodazione

4.6.4. Capacità di localizzare sede di applicazione di uno stimolo

4.6.4.1. e abilità di distinguere la distanza minima tra due stimoli

4.7. Legge di Muller

4.7.1. i recettori sensoriali rispondono ad uno specifico stimolo

4.7.1.1. uno stimolo adeguato è l'unico stimolo che attiva un recettore specifico

4.8. Morfologia Recettori

4.8.1. Olfattivo

4.8.1.1. terminazioni nervose libere, parte terminale si sfiocca e perde guaina mielinica

4.8.2. Tattile

4.8.2.1. Corpuscolo del Pacini. Parte terminale senza guaina ma con lamelle di connettivo

4.8.3. Visiva

4.8.3.1. bastoncello, cellula specializzata che trasforma le onde elettromagnetiche in potenziali elettrici

4.8.3.1.1. collegato alla cellula nervosa tramite interneurone

4.9. Il numero dei potenziali azione dipende dall'intensità dello Stimolo

4.9.1. Stimolo intenso porterà alto numero di potenziali di azione

4.9.2. Recettori a Lento adattamento

4.9.2.1. es fusi muscolari

4.9.2.2. Il potenziale recettoriale rimane costante durante applicazione stimolo

4.9.2.2.1. va comunque diminuendo nel tempo

4.9.3. Recettori a Rapido adattamento

4.9.3.1. es corpuscoli Pacini

4.9.3.2. generano potenziale recettoriale solo quando stimolo viene applicato o tolto

4.9.3.3. consentono risparmio ATP su afferenze

4.9.3.3.1. non è necessario avere cognizione continua di quel particolare recettore

5. Vista

5.1. Recettore sensoriale Retina (esterno)

5.1.1. Fovea: visione distinta

5.1.1.1. presenti solo Coni

5.1.2. 10 strati

5.1.2.1. Strato recettori (coni e bastoncelli)

5.1.2.1.1. Coni: visioni a colori

5.1.2.1.2. Bastoncelli:visione notturna

5.1.2.2. Strato intermedio neuroni bipolari che si collegano a cellula nervosa

5.1.2.3. cellule nervose che confluiscono nel Nervo II ottico nel Disco Ottico

5.1.2.3.1. hanno Campi recettivi diversi

5.1.2.4. epitelio pigmentato scuro sul fondo

5.1.2.4.1. assorbe luce

5.1.3. Trasduzione Segnale Ottico

5.1.3.1. segnale passa per disinibizione non per eccitazione

5.1.3.1.1. in caso buio essite corrente di buio

5.1.3.1.2. Luce cambia conformazione Rodopsina (coni) o Scotopsina (bastoncelli)

5.2. Parte esterna Cornea

5.3. Cristallino

5.3.1. separa umor Acqueo (anteriore) da umore Vitreo (posteriore)

5.3.2. muscoli li collegano alla sclera

5.3.3. cambiando raggio di curvatura cambia il punto di fuoco facendo cadere immagine sulla retina

5.3.3.1. Accomodazione del cristallino ad opera del muscolo ciliare

5.3.3.1.1. Miopia e Presbiopia la curvatura occhio è cambiata e si vede male

5.3.3.1.2. se l'oggetto è lontano i raggi sono sufficientemente paralleli per non rendere necessaria accomodazione

5.4. Disco Ottico

5.4.1. punto in cui passano nervo ottico e vasi retinici

5.5. Raggi luminosi attraversano strutture a potere diottrico differente

5.5.1. raggi luminosi convergono in un punto di fuoco

5.6. SNA controlla apertura pupilla

5.6.1. Miosi

5.6.1.1. muscolo circolare stringe puilla

5.6.2. Midriasi

5.6.2.1. muscolo radiale allarga pupilla

5.7. Vie Visive

5.7.1. Emiretina Nasale (interna)

5.7.1.1. converge nel nervo ottico

5.7.1.1.1. a livello chiasma ottico incrocia

5.7.2. Emiretina Temporale (esterna)

5.7.2.1. converge nel nervo ottico

5.7.2.1.1. a livello chiasma ottico rimane omolaterale

5.7.3. Corteccia Occipitale

5.7.3.1. mappa retinotopica

5.7.3.2. assembla più colonne di neuroni proiettate dal talamo

5.7.3.2.1. es zone vedono tratti orizzontali altre verticali

5.7.3.3. metà del tessuto nervoso solo per la Fovea

5.7.3.4. vista fondamentale per equilibrio

5.7.4. doppio incrocio

5.7.4.1. emiretina nasale vede lato temporale e viceversa

5.7.5. Vie Collaterali: originate dalle vie visive

5.7.5.1. Nuclei Pretettali

5.7.5.1.1. controllo movimento riflesso occhi per messa a fuoco

5.7.5.1.2. movimenti verticali e divergenza

5.7.5.2. Collicoli Superiori

5.7.5.2.1. controllo movimenti rapidi

5.7.5.2.2. controllo Saccadi

5.7.5.3. Nucleo genicolato laterale ventrale

5.7.5.3.1. controllo funzioni comportamentali

6. Udito

6.1. Suono

6.1.1. Ampiezza (intensità), Frequenza (altezza suono), Timbro (armoniche)

6.1.2. spettro uomo 20 - 20 kHz

6.1.2.1. voce 3000hz - 60db

6.1.3. oltre i 120 db: soglia dolore

6.2. Vie Acustiche

6.2.1. Nervo acustico (branca VII paio insieme a vestibolare)

6.2.1.1. Alcuni neuroni decussano altri restano nello stesso lato

6.2.1.1.1. sensibilità crociata relativa, gli organi del corti trasmettono alla corteccia entrambe le orecchie

6.2.1.2. arriva a livello dei due nuclei cocleari

6.2.1.2.1. fibre lasciano nucleo cocleare e decussano a costituire il corpo trapezoide

6.2.1.3. Collaterali verso altre strutture

6.2.1.3.1. quadrigemini inferiori (Collicoli inferiori)

6.3. Padiglione - Condotto uditivo - orecchio interno

6.3.1. Recettore periferico: Coclea

6.3.1.1. Canale coclea divisa in 3 parti (Scale)

6.3.1.1.1. Suono arriva a membrana timpanica e trasmette suono alla catena ossicini

6.4. Traduzione Segnale Acustico

6.4.1. Onda Compressione arriva Finestra Ovale attraverso la staffa

6.4.1.1. Onda si propaga lungo tutta la chiocciola

6.4.1.1.1. induce sollevamento membrana basilare

6.4.1.1.2. Ciglia hanno frequenze diverse di depolarizzazione spontanea

6.4.1.1.3. suono fa vibrare membrana basilare vibra a frequenze diverse

6.4.1.2. Finestra Rotonda (orecchio medio) Dissipa energia onda

7. Riflessi

7.1. Riflessi Spinali

7.1.1. Stereotipati sempre uguali per lo stesso stimolo

7.1.1.1. Monosinaptici

7.1.1.1.1. neurone afferente direttamente collegata ad Alfa motoneurone: una sola sinapsi

7.1.1.2. Polisinaptici

7.1.1.2.1. uno o più interneuroni

7.1.2. può partire anche da altri sistemi ( es nocicettivo)

7.1.2.1. segnale nocicettivo attiva alfa motoneurone

7.1.2.1.1. riflesso che fa spostare dalla fonte di dolore

7.1.3. midollo spinale organizzato mappa somatotopica

7.1.3.1. interno muscoli tronco e prossimali

7.1.3.2. esterno muscoli distali

7.1.4. Locomozione

7.1.4.1. azione stereotipata

7.1.4.1.1. controllata in modo automatico ad un livello relativamente basso

7.1.5. Riflessi Posturali

7.1.5.1. Coinvolte Area motrice supplementare

7.1.5.1.1. agisce sul Tronco encefalo sui centri mantenimento equilibrio

7.1.5.2. Le Afferenze arrivano da

7.1.5.2.1. Recettori Vestibolari,

7.1.5.2.2. Recettori Visivi

7.1.5.2.3. Recettori Somatici

7.1.5.2.4. Tutti comunicano con

7.1.5.3. Meccanismo mantenimento postura

7.1.5.3.1. Meccanismi Feeback

7.1.5.3.2. Meccanismi FeedForward

7.1.5.4. quando apprendiamo nuovi movimenti tendiamo a riprendere vecchi schemi motori

8. Strutture Sotto Corticali del movimento

8.1. Cervelletto

8.1.1. Anatomia

8.1.1.1. diviso in Lobo Posteriore e Lobo anteriore dalla fessura primaria

8.1.1.1.1. lobo posteriore diviso dal lobo flocculonodulare dalla fessura posteriore

8.1.1.2. Archicerebello o vestibolocerebello

8.1.1.2.1. corrisponde al Lobulo Flocculo-nodulare

8.1.1.2.2. si occupa dell'equilibrio

8.1.1.2.3. riceve afferenze apparato vestibolare e dai nuclei spinocerebellari

8.1.1.2.4. invia info a Nuclei vestibolari e tronco encefalo

8.1.1.3. Paleocerebello (verme + parte mediale emisferi)

8.1.1.3.1. Riceve info dai Nuclei Spinocerebellari (somatosensoriali, golgi, fusi)

8.1.1.3.2. strutura centrale (Verme)

8.1.1.3.3. vie in uscita verso midollo spinale

8.1.1.3.4. chiamato anche spinocerebello perchè in comunicazione con il midollo

8.1.1.4. Neocerebello o Cerebrocerebello

8.1.1.4.1. Parte laterale emisferi

8.1.1.4.2. Afferenze da corteccia motoria

8.1.1.4.3. attraverso Ventricolo laterale Talamo

8.1.2. Funzioni

8.1.2.1. trasforma i movimenti dal telencefalo in movimenti coordinati e fluidi

8.1.2.1.1. controlla velocità, direzione e forza movimento

8.1.2.2. valuta il movimento (feedback)

8.1.2.2.1. Riceve info del programma motorio in atto

8.1.2.2.2. riceve info dai recettori periferici

8.1.2.3. fondamentale apprendimento motorio

8.1.3. schema

8.1.4. Strati funzionali

8.1.4.1. Strato Molecolare

8.1.4.1.1. Interneuroni: cellule a canestro e cellule stellate

8.1.4.1.2. fibre parallele delle cellule dei granuli

8.1.4.1.3. albero dendritico delle cellule del Purjinkie

8.1.4.2. Strato intermedio

8.1.4.2.1. Cellule Pukinje: grossi corpi cellulari delle cellule

8.1.4.3. Strato Granulare

8.1.4.3.1. cellule dei granuli

8.1.4.3.2. Cellule dei Nuclei cerebellari profondi

8.1.4.4. Circuiti Cerebellari

8.1.4.4.1. Fibre Muscoidi

8.1.4.4.2. Fibre Rampicanti

8.1.4.4.3. entrambe le fibre arrivano alla corteccia del cervelletto dopo aver emesso rami collaterali diretti ai Nuclei Cerebellari

8.1.4.4.4. Interneuroni inibitori

8.2. Nuclei della Base

8.2.1. Anatomia

8.2.1.1. Corpo striato

8.2.1.1.1. corpo caudato e putamen

8.2.1.2. Globo pallido

8.2.1.2.1. interno ed esterno

8.2.1.3. sosotanza nera

8.2.1.4. Nucleo sub talamico

8.2.2. Funzioni

8.2.2.1. Facilitare inibire movimenti

8.2.2.2. Funzioni Limbiche: memoria e comportamento

8.2.2.3. Funzione Oculomotore: area 8 e collicoli superiori

8.2.2.3.1. si occupa delle deviazione coniugata degli occhi

8.2.2.4. non stabiliscono connessioni col midollo spinale

8.2.3. non stabiliscono connessioni dirette con il midollo spinale, organizzazione gerarchica molto stretta

8.2.3.1. ricevono afferenza dalla corteccia

8.2.3.2. inviano efferenze al tronco encefalo, talamo e corteccia prefrontale premotoria e motoria

8.2.3.2.1. Le aree motorie della corteccia cerebrale mediano info in entrata e uscita ai nuclei della base

8.2.4. Esistono due vie nucleari

8.2.4.1. Le afferenze arriva dalla corteccia ai Nuclei dello Striato

8.2.4.1.1. Diretta (facilitatoria del movimento)

8.2.4.1.2. Indiretta (inibitoria)

8.2.4.2. il loro bilanciamento creano movimenti fluidi

8.2.4.2.1. avviene a livello della via Nigro Striatale regolato dalla Dopamina (ricettori D1 e D2)

8.2.4.3. schema

9. Aree e Vie Motorie

9.1. Fasi principali

9.1.1. 1. Programmazione Movimento

9.1.2. 2. inizio del movimento

9.1.3. 3. Esecuzione del movimento

9.2. Aree coinvolte nel movimento

9.2.1. Area Premotoria PM (parte anteriore lobo frontale)

9.2.1.1. Mediale

9.2.1.1.1. sceglie il programma motorio utilizzando info in memoria

9.2.1.2. Laterale

9.2.1.2.1. interviene nell'esecuzione scegliendo i gruppi muscolari basandosi sulle afferenze

9.2.2. Corteccia motoria Primaria M1

9.2.2.1. Lobo frontale davanti la Scissura di Rolando

9.2.2.1.1. dietro la scissura si trova la corteccia somatosensoriale primaria

9.2.2.2. rappresentazione Somatotopica (homunculus Motorio)

9.2.2.2.1. movimenti più fini: un alfa motoneurone = 1 fibrocellula

9.2.2.3. Riceve comandi motori e li trasferisce al midollo

9.2.2.3.1. trasferisce anche a Nuclei della base e cervelletto

9.2.2.3.2. vie discendenti

9.2.3. Area Motoria supplementare

9.2.3.1. ideazione degli atti motori a partire da una iniziativa interna

9.2.3.1.1. si attiva addirittura prima che l'idea di movimento arrivi a livello cosciente

9.2.3.1.2. si attiva al solo pensiero

9.2.4. al movimento partecipa anche la corteccia Parietale

9.2.4.1. coordinazione del movimento rispetto rappresentazione spaziale

9.2.4.2. somatica principale

9.3. Nelle aree arrivano afferenze sensoriali

9.3.1. conflusicono nella corteccia premotorie o frontale

9.3.1.1. Vanno alla Corteccia Motoria Primaria

9.3.1.1.1. Efferenza al midollo spinale (esecuzione) e ai Nuclei della Base (controllo)

9.4. Organizzazione

9.4.1. vie discendenti

9.4.1.1. partono da motoneuroni corticali

9.4.1.1.1. vanno al midollo spinale

9.4.2. Corteccia motoria

9.4.2.1. pianifica il movimento e ne dà l'avvio

9.4.2.2. sinapsi con Motoneuroni spinali

9.4.3. centri del tronco encefalico

9.4.3.1. si occupano dei movimenti più semplici

9.4.3.2. controllano postura

9.4.3.3. sinapsi con interneuroni per coordinazione riflessi

9.4.3.4. sinapsi con Motoneuroni spinali

9.4.4. Nuclei della base

9.4.4.1. avvio dei movimenti volontari e fluditià

9.4.5. cervelletto

9.4.5.1. comparazione del movimento tramite feedback e feedforward per correggerlo

10. Funzioni Cognitive

10.1. Fondamentale la Cortecce Primarie e le loro Cortecce Associative

10.1.1. Cortecce associative ruolo di raccordo tra limbico (comportamento) e cortecce primarie

10.1.1.1. attraverso il talamo

10.1.1.1.1. influenzano risposte motorie e vegetative

10.1.2. Aree Elaborazione Intrinseca: non mappate

10.1.2.1. non trasmettono e non ricevono direttamente info sensoriali

10.1.2.2. Emozione, Idee, Apprendimento, Progettazione a lungo termine

10.2. Apprendimento

10.2.1. cambia il modo in cui percepiamo e agiamo: cambiamento circuiti neuronali

10.2.2. Apprendimento Percettivo

10.2.2.1. cambiamento del sistema percettivo

10.2.3. Apprendimento Motorio

10.2.3.1. cambiamento dei circuiti motori e sensitivi

10.2.4. Memoria

10.2.4.1. Memoria Riflessa o Implicita

10.2.4.1.1. automatica o riflessa

10.2.4.1.2. si forma per ripetizione del gesto

10.2.4.2. Memoria Dichiarativa o Esplicita

10.2.4.2.1. dipende da riflessioni coscienti per il suo richiamo alla mente

10.2.4.2.2. basata su processi cognitivi coscienti

10.2.4.2.3. la ripetizione costante la trasforma in una memoria riflessiva

10.2.4.3. Memoria Spaziale

10.2.4.3.1. deputata al sistema ippocampale

10.2.4.4. alla base Plasticità Sinaptica o neuronale

10.2.4.4.1. Cambia efficacia trasmissione Sinaptica

10.2.4.4.2. modificazioni a breve termine: funzionali

10.2.4.4.3. modificazioni a lungo termine: strutturali

10.2.4.5. Strutture Coinvolte

10.2.4.5.1. Aree associative

10.2.4.5.2. Comunicano a doppio senso

10.2.4.5.3. Sistema Limbico: grado di attenzione fondamentale nel processo di apprendimento

10.2.4.6. Breve termine / Lungo Termine

10.2.5. Linguaggio

10.2.5.1. Area di Broca

10.2.5.1.1. vicina corteccia motoria primaria

10.2.5.1.2. Linguaggio Parlato

10.2.5.2. Area di Wernicke

10.2.5.2.1. adiacente corteccia uditiva

10.2.5.2.2. Comprensione Parola

10.2.5.2.3. collegata alla corteccia occipitale per interpretazione parola letta

10.2.5.3. le due Aree sono associate da fibre arcuate

10.2.5.3.1. per corretta comprensione

10.3. Attività Elettrica del cervello

10.3.1. EEG

10.3.1.1. Onde caratteristiche del sonno (Delta e Teta)

10.3.1.1.1. sonno paradosso

10.3.1.1.2. sonno onde lente

10.3.1.2. Onde irregolari dello stato di veglia

10.3.1.2.1. onde beta

10.3.1.3. Onde chiusura occhi

10.3.1.3.1. onde alfa

10.3.2. deriva dal sistema di proiezione reticolare del Talamo

10.3.2.1. dal talamo tutte le informazioni vengono trasferite alla corteccia

10.3.2.1.1. attraverso onde elettriche

10.4. Dominanza Cerebrale

10.4.1. i due emisferi devono dare comandi coordinati

10.4.1.1. attraverso Corpo calloso

10.4.2. Emisfero Destro

10.4.2.1. dominante nei calcoli e Orientamento spaziale

10.4.2.2. Ci considera come un tutto insieme

10.4.3. Emisfero Sinistro

10.4.3.1. dominante nei destrimani rispetto alla scrittura

10.4.3.1.1. dominante risptto area di Wernicke e Broca